SCINTILLE DI COMPLEANNO

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Sono le 7.30 del mattino, fuori c’è la neve, un leggero vento muove gli alberi, di là in sala c’è il camino con le ultime braci ancora ardenti che scoppiettano, si sentono in lontananza, le pareti di tronchi di legno intorno a noi e al mio fianco, sotto il piumone, c’è Katia, morbida come un batuffolo di bambagia.

Siamo arrivati ieri nel pomeriggio qui alla Baita Santa Maria a 300 metri dall’Hotel Hermitage, della quale fa parte, c’è una stradina innevata da fare a piedi con le fiaccole accese come segnavia a separarli.

Ci troviamo a Madonna di Campiglio, in piena foresta Campo Carlo Magno e la baita, che in pochi sanno, è proprietà dell’Hotel e per questo fine settimana sarà solo nostra.

Ne ho sempre sentito parlare molto bene di questo Bio-Hotel, la posizione è uno dei suoi punti forte, lontano dal caos del centro di Madonna, in piena foresta, sa regalare una pace infinita.

Per la cena non devi andare all’Hotel principale, la cucinano e servono qui, ci sono un maitre, due cuochi ed un cameriere solo per noi, il menù è semplice ma molto curato nei particolari e la baita tutta di legno, riesce a regalare una sensazione di “Vera montagna”, il “Vero Chalet” nella neve.

Katia oggi compie gli anni e questo è il mio regalo, un soggiorno fino a domenica qui in mezzo alla prima neve che adora.

L’arredamento è molto curato nei particolari, infatti Katia è rimasta a bocca aperta ieri sera quando siamo entrati, adora tutto quello che sa di montagna e io la seguo a ruota, in estate vado sempre in Alto Adige con il mio Amico 4 zampe.

Il profumo di legno e di resina che sprigionano queste piccole pareti rendono la nostra fuga davvero romantica.

Quando c’incontriamo, l’ascolto sempre molto attentamente quando parla e qualche tempo fa mi spiegava come ami i boschi e la montagna in generale, se innevati ancora meglio e visto che qui è già arrivata la prima neve, il regalo sembra davvero azzeccato.

Katia per me è una mente superiore e anche se non è bello fare paragoni, è un paio di gradini sopra alle altre che ho frequentato sino ad oggi, non a livello fisico, per il quale non ha da invidiare nulla, ma proprio come testa, tra di noi c’è un’intesa che supera ogni limite, ogni ostacolo.

Per dirla tutta, parlando da maschio, non se la tira, non è impostata, è naturale e nonostante i problemi quotidiani è sempre sorridente, un’ottimista di natura, come il sottoscritto.

Ho conosciuto donne che senza la borsetta non scenderebbero mai dalla camera al ristorante dell’hotel, altre che passano ore in bagno a sistemarsi essendo già belle di loro, altre che se c’è qualche goccia di pioggia si deprimono perchè si sgonfia la pettinatura. Lei invece è più alla mano in queste cose, più naturale, non le interessa fare la sfilata e mettersi in mostra, come maschio, la femmina mi piace al naturale e purtroppo a molte di queste che ho conosciuto e che sono la stragrande maggioranza, non interessa il parere di un uomo, se ne fregano altamente e continuano a cercare di fare la loro sfilata che alla fine dei conti è riservata solo allo stesso sesso.

La mente come la sua è per me affascinante, per il semplice motivo che si preoccupa di piacere a me, paradossale, no? Ci sono i piccoli dettagli, sia fuori che dentro al letto, c’è che è così geisha, ma inteso come vero significato della parola giapponese perchè qui in occidente questo termine viene erroneamente associato ad una prostituta.

Anche se non stiamo insieme ufficialmente, come credono i suoi genitori che ci verranno a trovare da Trento, è come se lo fossimo, ma nessuno dei due pretende nulla dall’altro, “L’affetto” che ci scambiamo è vero e viene dal Cuore.

E’ stato tutto così romantico dal nostro arrivo in baita, ogni dettaglio curato nei particolari, dal camino acceso, dalla cena solo per noi due e da tutto il resto, noi due di dettagli ce ne intendiamo, ne siamo avidi.

La osservo mentre ancora dorme, starei ore a guardarla, coricato su di un fianco, qui al calduccio mentre fuori ci sarà sicuramente qualche grado sotto lo zero e i cristalli di neve brillano al primo sole.

L’abbraccio mentre mi dà le spalle e accoccolandomi aderendole da dietro, non riesco a trattenere una forte erezione, Katia si sveglia e dopo uno stiracchiamento di muscoli, sorridendo mi ringrazia per il buongiorno dicendomi che quando la cerco sotto le coperte è per lei fonte di gioia e non si vuole far sfuggire questo momento. Me lo prende in mano, mi guarda e soddisfatta per la potente erezione lo avvicina al suo sesso, le sfilo i pantaloni del pigiama ed è nuda sotto, lo è rimasta da ieri sera, usa la mia asta per masturbarsi, sfregamento dopo sfregamento mentre ho le sue chiappe tra le mani seguendo il suo ritmo, le nostre lingue si uniscono, i baci che si susseguono sono caldi, appassionati e fortemente erotici, tutto questo non fa che alimentare la nostra eccitazione. Katia si bagna il dito con la saliva e mi sfrega i capezzoli, la seguo e faccio altrettanto, siamo caldi e mentre mi si siede sopra per infilarselo dentro, le scivola un rigagnolo di saliva che cade sul mio viso, al chè col dito lo raccolgo e facendomi guardare da lei, me lo infilo in bocca e lo bevo, poi sempre fissandola, le metto il dito in bocca e glielo faccio succhiare, questo scambio di fluidi fa si che il suo sesso s’impossessi del mio senza difficoltà e mentre i suoi movimenti sono lenti e goduriosi, le chiedo ancora altra saliva, Katia ansimante per la mia asta dentro la sua tana calda, eccitandosi ancora di più mi si avvicina alla bocca e dall’alto fa scendere altri rigagnoli che bevo avidamente.

“Katia sei dentro di me ora, è stupendo, ti porto con me” le sussurro lasciandomi cavalcare col suo ritmo, mi guarda e ora vuole che le stia sopra, la giro su un fianco e con i sessi sempre uniti, le sono sopra, le schiaccio il seno, lo adora, lo so, mi confida che non l’ha mai fatto con nessuno lo scambio di saliva così diretto, certo che col bacio lo scambio c’è, ma così è molto più intimo. Mi metto un dito in bocca e glielo faccio succhiare, al chè mi chiede di fare la stessa cosa e mentre la penetro fino in fondo un rigagnolo di saliva scende nella sua bocca aperta e avida, mandandolo giù mi prende le chiappe e mi tira verso di lei anche se siamo uniti, il peso del mio corpo agevola altri centimetri dentro il suo sesso bollente, rantoliamo dal piacere, le confido che questo scambio mi ha portato un’eccitazione che faccio fatica a controllare, penso che verrò presto. Katia appena sente che l’amplesso sta per esaurirsi, mi fa coricare e decide di rallentare il ritmo, vuole godersi la mia erezione di primo mattino, esce e con movimenti dolci e lenti inizia a masturbarmi, ho il suo seno in mano e mentre la sua mano va su e giù lenta, si posiziona con il suo sesso bagnato sopra la mia bocca, eccoci in uno stupendo 69, l’unica differenza da quello classico e che lei mi masturba invece che succhiarmelo, mentre la mia lingua s’infila calda, le chiedo di sedersi di più sopra di me, toglimi il fiato le chiedo, voglio penetrarti il più possibile con la lingua, quasi mi fa male da come la tiro fuori per entrarle dentro, mentre sento la sua mano alternata ora alla bocca, prendersi cura della gestione del mio orgasmo, lo vuole ritardare il più possibile e ci sta riuscendo. Le rantolo che ho voglia di lei, non resisto, voglio starle dentro, quindi si rimette sopra di me e pian piano se lo rinfila dentro, lo tiene con la mano, vuole sentirlo tutto mentre entra, vuole rendersi conto di quanto ce né e con movimenti lenti, alternati ad altrettanti accelerati, se lo gode, glielo si legge in viso che le piace starmi sopra, mi sta dominando e non mi lascia venire, il suo sorriso sadico la tradisce, ma è tutto così appagante ed estremamente eccitante. Passata l’ondata di estremo piacere che Katia ha gestito in modo direi egregio, ho la situazione più sotto controllo, la tiro verso di me e le chiedo se la possa chiamare la mia geisha da oggi, mi risponde di chiamarla come voglia, chiamami geisha ma voglio essere anche la tua bambola, voglio che mi rigiri come tale e che mi possiedi con tutto l’ardore che hai, sbattimi ora.

Le prendo la testa e con foga la mia lingua cerca la sua, mentre i colpi decisi che la mia asta affonda nel suo sesso la fanno urlare, urla pure, nessuno ti può sentire qui in mezzo alla foresta, le rantolo.

Ora è lei sotto, le alzo le gambe e appoggiando le caviglie alle mie spalle le faccio entrare quei centimetri che ancora non aveva, penetrazione totale, le sto toccando il fondo, lo sento e lo sente anche lei che mi conficca le unghie nella pelle, mi tira verso il suo corpo abbracciandomi alla vita, dammelo tutto, non uscire, te ne prego, è troppo bello, me lo chiede ansimando, dei lunghi sospiri la portano a chiedermi di non smettere di affondarle questi colpi che le toccano l’anima.

Ora la voglio sopra di me, a faccia in su, mentre guarda il soffitto mi rinfilo dentro il suo sesso fradicio e vicino all’orgasmo, mentre scivolo dentro, con le mani, abbracciandola, le apro le cosce e inizio a picchiettarle il monte di venere, gira la testa per quel che riesce verso il mio viso rantolando che la sto facendo venire, la mia asta che le sforza verso l’alto le va a stimolare un’altra zona del suo sesso fino a che la faccio venire. Rimaniamo qualche secondo incastrati, è bello così, ma ora tocca a me venire e Katia seduta sulla mia pancia, dandomi la schiena, inizia amorevolmente a masturbarmelo con le mani, pochi istanti e fiotti di sperma le riempiono il petto e il ventre.

Sublime vedere Katia girarsi e gustarsi coll’indice il mio fluido appena atterrato sul suo ventre.

Non appena ci riprendiamo, facciamo una doccia veloce prima di fare colazione e partiamo direttamente dalla baita con le ciaspole ai piedi per un’escursione nel bosco intorno, andata e ritorno poco più di tre ore. Nello zaino metto la pala, la sonda e l’Arva, non si sa mai, è sempre meglio essere prudenti e rispettare la natura.

La giornata è soleggiata, la temperatura frizzante, i riflessi del sole sulla neve accecano e vedo Katia felice, questo per me è l’importante. Dopo un’ora e mezza circa, facciamo sosta in un pianoro, una panchina con tanto di belvedere e noi due abbracciati ad amoreggiare come due fidanzati. Non c’è storia, il tempo passato con Katia è un investimento per la salute del mio cuore, sembriamo due fidanzati anche se non lo siamo, ma chi se ne importa, stiamo bene così.

Appena sentiamo la temperatura scendere, ci ributtiamo sul sentiero del ritorno e sbagliando strada più volte, prima io poi Katia, ce la ridiamo, al massimo ci facciamo venire a prendere dal gatto delle nevi.

Tornati alla baita, ci prepariamo per scendere in paese, pranziamo in centro di Madonna di Campiglio non prima che Katia abbia visitato un negozietto d’abbigliamento, si è innamorata di un cappotto in vetrina, ma il prezzo la blocca. La convinco ad entrare, voglio vederglielo addosso, la commessa gentile ma di poche parole le porta la taglia giusta, una S, l’aiuto ad infilarselo e glielo chiudo, le chiedo poi di farmi una piccola sfilata per vedere come le cade, devo dire che le sta bene, si guarda poi allo specchio nell’angolo e si stima, fa delle piccole rotazioni su se stessa, è chiaro che le piace. Ha un colore rosa tenue in morbida lana con collo romantico, della Fay.

Chiedo alla commessa di confezionarlo, lo portiamo via, Katia mi prende per un braccio e mi guarda come per dire “sei matto”?, al chè la bacio, glielo sfilo e le auguro buon compleanno. Pago e usciamo.

Mentre non smette di ringraziarmi, le ricordo che rimango sempre in debito con lei, con tutti gli immobili che mi ha fatto vendere procacciandomi nuovi clienti.

Un buon pranzo seduti al tavolo del ristorante Le Roi, la borsa dello shopping con il fiocco in piedi a fianco di Katia e i nostri sguardi che si continuano ad incrociare, un misto di sentimento condito da folate di passione, le nostre mani che si cercano.

Nel tardo pomeriggio verranno a farci visita i suoi genitori, da Trento sono comodi, vogliono fare gli auguri alla loro figliuola e penso che non ci riuscirà male fingere che siamo fidanzati, loro ci credono, l’ultima volta che li ho visti al matrimonio della cugina di Katia, siamo stati convincenti, visto che pensavano di avere una figlia non proprio etero.

La cosa mi diverte, infatti, più tardi mentre passeggiamo per il centro, una telefonata a Katia annuncia il loro arrivo, stanno parcheggiando l’auto. Rendez-vous all’uscita del parcheggio, un breve saluto, gli auguri a Katia e dopo qualche passo, visto che la temperatura inizia a scendere, c’infiliamo in un locale per bere qualcosa di caldo mentre fuori luci natalizie a go-go regalano un’atmosfera unica.

Mentre Katia parla con sua madre, le tengo a bada il padre, capisco subito dove voglia andare parare, mi chiede come vada il lavoro e nel rispondergli che fila, nonostante il calo dei prezzi degli immobili, mi prende per un braccio e mi chiede di badare a loro figlia visto che abitano lontani. Lo tranquillizzo prendendogli io il braccio e ricordandogli che ha una figlia molto in gamba di cui andare fiero e che le starò vicino, non si deve preoccupare.

Katia sorridendo mi fa una confessione non appena i suoi si sono instradati per il ritorno a casa:

“Sai cosa mi ha detto il babbo? Quand’è che te lo sposi quel tipo, mi piace, è uno molto deciso”

Le rispondo con aria divertita:

“Ok, ho capito, dovrò fingere di essere tuo marito tra qualche mese, lo so già”

Katia sa che ogni volta che devo far finta di essere il bravo fidanzato davanti ai suoi genitori per tirarla fuori dai guai, deve poi pagarne lo scotto, la sera, più tardi, dopo aver cenato in baita, serviti e riveriti dal personale dell’albergo, ci accoccoliamo sul divano vicino al camino acceso, Katia ha indosso un pigiama rosso attillato e non le nascondo che quando vedo rosso, sono come i tori. Le consegno allora una piccola scatola regalo, la fisso negli occhi e le preannuncio che dentro ci sarà una cosa forte.

Katia curiosa e contenta per questi regali che via via sfilano tra le sue mani, prima di ringraziarmi, lo inizia a spacchettare un po’ pensierosa, lascia cadere la carta regalo a terra e sorridendo inizia a capire cosa sia. Mi guarda con l’occhio felino e mi dice che ha capito cosa sia e soprattutto a cosa serva.

“Lo conosci davvero?” le chiedo sornione inarcando il sopracciglio destro, “Si” mi risponde, “Decisamente si” mi conferma divertita, “Ed ha un colore bellissimo, dove l’hai trovato?”

Mentre suona una raccolta di rilassante musica tibetana, le spiego che l’ho acquistato su internet e speravo che le piacesse provarlo.

Si tratta di un regalo a luci rosse, da sexy shop, un cuneo anale 11 x 5 cm in gomma trasparente azzurra.

La serata si volge velocemente sul piccante, inizia a raccontarmi che quando ha i suoi incontri amorosi con Jenny la tennista spesso utilizzano lo strapon, sia l’una che l’altra e che a volte hanno provato il rapporto anale, ma con scarsi risultati, preferiscono il rapporto vaginale, ma nulla vieta che io sia in grado di farle cambiare idea dimostrandole il contrario.

Il rapporto anale è una cosa molto complessa, non siamo in un film porno, siamo nel nostro letto e non è cosa da tutti i giorni. La cosa fondamentale da avere è un buon lubrificante e usarlo abbondantemente, al contrario il rapporto risulterebbe doloroso e poco piacevole.

Altra cosa importante prima di arrivare alla penetrazione anale è l’aver portato la tua partner all’orgasmo almeno una volta, i muscoli sono così più rilassati e pronti a dilatarsi e la terza cosa importante è arrivarci per gradi, prima un dito, poi due e così via….

Tutta questa mia esperienza e coscienza in quello che le sto spiegando, incuriosiscono ed eccitano Katia che mi prende per mano e mi chiede: “Proviamolo allora, dai, cosa stiamo aspettando?”

Ho catturato la sua attenzione e la cosa mi eccita davvero molto, mentre osservo il suo sedere coperto ancora dai pantaloni rossi del pigiama.

Katia è seduta a bordo letto, un buon drink per festeggiare il suo compleanno con l’ospite azzurro appoggiato sul comodino di legno di montagna che quando inizia a diventare un buon amico attivo tra di noi, lascia Katia entusiasta per come, una volta inserito rimanga bloccato dentro senza uscire e di come riesca a rendere il rapporto vaginale più eccitante per il semplice fatto che una volta che è dentro, stringe la vagina, quindi il tutto si traduce in più piacere per lei e per me.

Happy Birthday Katia!

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BLU IMPOSSIBILE

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Ieri all’interno di un ufficio pubblico, mentre sbrigavo una pratica per un cliente, ho rivisto dopo quasi 4 anni, Lucia. Un tuffo al cuore mi ha pervaso, da quando la conosco, solo in ambito lavorativo, è sempre stata nei miei pensieri, ora si è fatta mora, l’ultima volta che la vidi era bionda con i colpi di luce, cavoli, ho sempre avuto un debole per lei, ma non c’è mai stata la possibilità di approfondire, era fidanzata.

Alta, magra, bei lineamenti, pelle abbronzata, quasi mulatta, ma soprattutto sempre molto curata e attenta al vestito con l’accessorio giusto, insomma tra tutte le impiegate, lei era e lo è tutt’ora quella che si faceva notare, ma con garbo, senza strafare.

Separata, con due figli ormai grandi avuti dal suo ex marito, nell’ambiente lavorativo era apostrofata come donna mutuo, come donna che cercava solo dottori, ma soprattutto uomini con un bel portafoglio. Io sinceramente, anche se non la conosco in modo approfondito, prendo sempre con le pinze i vari aggettivi che la gente forse “Invidiosa” o forse “Respinta”, attribuisce qua e là alle persone. Una cosa di cui ho sempre avuto quasi la certezza è che se ci avessi provato, saremmo usciti la sera stessa, lo capisco subito da tanti atteggiamenti quando piaccio ad una donna, ma era fidanzata e mi sono imposto delle regole ben precise, anche con sacrificio in questo caso.

Quando ieri mi ha visto, è uscita da dietro il bancone e mi è venuta a salutare con quel sorriso che la contraddistingue, chiedendomi subito come stessi e ricordandomi da quanto tempo che non ci si vedeva. Avevo il cuore che batteva forte mentre parlavamo, poi quando mi ha messo la mano sulla spalla dicendomi che era tanto contenta di rivedermi, mi sono sciolto, lo so, sarà stupido, ma per Lucia ho sempre avuto un debole molto forte.

Le chiedo allora senza tanti indugi, anche perchè tutti e due dovevamo tornare al lavoro, quando potevamo vederci con calma per mangiare qualcosa in compagnia, così per parlare di noi e aggiornare questi 4 anni di vuoto, tutte le sere sono buone, decidiamo quindi di vederci subito questa sera.

Vestito di tutto punto con il mio amato abito gessato e con un bouquet di rose blu, mi presento all’appuntamento in anticipo di 10 minuti, è una delle tante regole che mi sono imposto.

Mentre attendo Lucia qui al “Porto Antico” ideale per incontri romantici e tranquilli, non posso che far scorrere nella mente soltanto dei bei ricordi su di lei, sul lavoro sempre disponibile e molto gentile, ma così tremendamente affascinante, potrei fare follie questa sera per lei, penso che ne valga ampiamente la pena.

Puntuale arriva Lucia, vestita con un abito nero attillato monospalla che generosamente lascia vedere la sua pelle abbronzata, è bellissima con le unghie rosse che le osservo mentre ci abbracciamo. Il suo fisico alto e snello in vita le permette di osare e questa sera l’ha fatto senza ritegno, infatti oltre al mio discreto, ha addosso parecchi sguardi dagli altri tavoli.

Ho riservato il tavolo all’angolo per stare tranquillo in sua compagnia e una volta seduti le consegno il bouquet di rose blu, mentre l’osserva affascinata, le spiego che nonostante l’impegno dei botanici a creare una rosa di tale colore, nessuno vi sia ancora riuscito. Il significato di questo fiore è diventato, proprio per questo motivo, il simbolo dell’impossibile, come lei per me da quando la conosco.

Con questa miccia, ho assestato l’innesco per una bella serata, infatti tra un tagliolino con ostriche e zenzero e una bavarese al limone con salsa di uva fragola, mi racconta che non è più fidanzata e che una frase del genere, nessun uomo gliel’aveva mai regalata, molto d’effetto, mi è entrata dentro come un tiro da centro campo, guardandomi profondamente negli occhi mentre mi parla. Avevo fatto goal, avevo rischiato, forse in modo sfrontato, ma avevo fatto goal, cazzo.

Usciti dal ristorante, mentre facciamo una passeggiata sul lungomare vicino, Lucia ritorna a parlare del significato delle rose blu, si ferma e mettendomi le braccia inaspettatamente al collo,
mi sussurra “Perchè non facciamo diventare l’impossibile, possibile”?

TE LO SCRIVO SULLA PELLE

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Ho appena incontrato ad un bar della città un gruppetto di 5 amiche della sposa, hanno in mente di organizzarle un addio al nubilato. La portavoce Sabrina, quella con la faccia più tosta, amica di Katia, mi ha parlato di retroscena abbastanza tristi ma comunque tristemente attuali, conosce bene il futuro marito che è un imprenditore nel ramo dei gioielli e sanno di certo che la vuole sposare solo per interesse, purtroppo lo conosco bene, eravamo compagni di classe alle superiori, era un coglione e sentire parlare ancora di lui dopo tanti anni, mi fa venire alla mente come lo misi a tacere un giorno. Con me ha provato a fare il furbo una volta sola, ha fatto il grosso errore di provare a mettermi le mani addosso, gli è bastato e ha perso due denti, mi si era slogato il polso da come l’avevo menato, perchè ho sempre creduto, e lo credo tutt’ora, che con certa gente bisogna parlare la loro stessa lingua. Non mi sbagliavo, andava poi via liscio come un agnellino quando mi vedeva.

Tornando all’addio al nubilato, Sabrina mi mostra di nascosto, il giorno dopo, la sposa mentre va a farsi la tinta dal parrucchiere, mi chiede se sia disposto a sacrificarmi. In effetti trovarle dei lati positivi risulta difficile, le spiego. L’altezza non l’aiuta, né il peso che si porta dietro al giro vita e sinceramente, io che sono molto esteta, ho dei canoni oltre ai quali non vado, poi sapere i retroscena di quel matrimonio non m’aiuta di certo, anzi.

“Luca, non è la cicciona con i panta attillati azzurri, è quella seduta sul divanetto che sta leggendo un giornale di gossip, vestita con un abito nero, non vedi come è carina? Ha una dote non indifferente tra appartamenti e conti corrente che le ha lasciato suo zio quando è mancato, ecco perchè il futuro marito se la vuole mettere al sicuro col matrimonio. Noi abbiamo provato ad aprirle gli occhi, ma lui è molto bravo nell’abbindolarla”

Riprendo Sabrina per il termine “Cicciona”, non è carino dare ad una donna simile aggettivo.

Ora che le cose sono più chiare e l’idea di potermi, forse, scopare la bella moglie di una persona che mi è stata sulle palle in gioventù, mi fa brillare la fibbia dei pantaloni.

A Sabrina, comunque, faccio presente che prima desidero conoscerla, non è una partita al buio e voglio fare luce sulla vicenda, capire che tipo sia e fin dove mi possa spingere.

Ci troviamo la sera stessa per un aperitivo, io, la futura sposa Cinzia e Sabrina e visto che il futuro marito Daniele è via in Francia per lavoro per una settimana, possiamo prendercela con comodo, ma senza fare stupidate in pubblico, visto che la città, quando non lo si vuole, risulta essere molto piccola e la gente tanto mormorante.

Cinzia non è “Carina” come me l’aveva fatta passare Sabrina, è “Stra-figa” , ha due gambe che escono da quella gonna nera con scarpe rosse tacco 10 che mi fanno girar la testa, una pelle così liscia che viene voglia di toccarla subito e se devo trovarle un difetto, è il seno, non c’è quasi niente da prendere in mano, mentre se guardo quello di Sabrina è il vero antistress.

Cinzia starebbe al gioco, le piacciono i miei occhi azzurri e la barba curata, le ricordo David Gandy.

Mi racconta che sta scrivendo un libro su come ha vissuto in compagnia del suo ultimo cane Jonny, l’argomento mi tocca in prima persona visto che di cani ne ho già avuti 4 e anch’io ho deciso di scrivere un libro, ma questa è un’altra storia.

Mentre ci alziamo dal tavolino, Cinzia mi saluta sperando di rivedermi presto per la sua festa, poi parlano tra di loro sottovoce e mentre Cinzia se ne va, Sabrina mi chiede se possa toccare con mano la merce che stanno acquistando, vuole vedere un mio spogliarello, insomma se me la cavo e l’accontento senza indugi, l’accompagno a casa mia, si fida di me, Katia mi ha messo una buona parola. Arrivati, le offro da bere e mentre faccio girare a volume alto il cd con la canzone degli Eurythmics: Sweet Dreams, metto Sabrina a sedere al centro della sala su di una seggiola, le giro le spalle e con movimenti molto lenti mi tolgo la cravatta che le metto al collo delicatamente, apro la giacca che lascio poi scivolare a terra, le prendo le mani e insieme, io in piedi e lei sempre seduta, sbottoniamo la camicia, gli ultimi bottoni li faccio saltare con forza per rendere il tutto più sensuale possibile, le prendo le mani e le appongo con decisione sui miei pettorali, vedo Sabrina arrapata, sempre seduta e io in piedi, le prendo la cravatta al collo e tirando i lembi l’avvicino al mio pacco, le prendo poi le mani e mi faccio palpare il sedere, Sabrina ride come una matta, le piace, la musica suona e il ritmo è alto, tolta la camicia, la lancio a terra, giro le spalle a Sabrina, le faccio allungare le braccia, le prendo i polsi e mi faccio toccare prima il ventre per poi scendere lentamente ancora verso il mio pacco, Sabrina ha un fremito, sento le sue mani su di me, è tutto così elettrizzante, le faccio poi aprire le gambe, si deve però alzare la gonna, “Fallo” le ordino, lei esegue fissandomi profondamente negli occhi, appoggio prima una e poi l’altra scarpa sulla sedia tra le sue cosce e mentre le slaccio una ad una, avvicinando il mio viso al suo, le sfioro con i polpastrelli le cosce partendo dalle ginocchia, contemporaneamente, risalendo fino ai fianchi, sfilate le scarpe che volano via, sbottono i pantaloni, molto lentamente la cerniera scende, lascia intravvedere i boxer bianchi, pantaloni a terra dove rimangono, prendo una mano di Sabrina e con decisione dai pettorali, la faccio scendere fin sotto l’elastico dei boxer, le faccio toccare la merce mentre mi guarda tremendamente arrapata e rimanendo con le cosce aperte lascia in bella vista i suoi slip rossi, le mie mani sulle sue spalle che scendono lungo le braccia, le sfioro i seni mentre la musica continua, le prendo poi la testa tra le mani e con decisione me la tiro verso di me, verso il mio sesso che eccitato dentro ai boxer si fa notare, Sabrina sta al gioco, si sta divertendo, sento il calore della sua bocca, poi la distacco e m’inginocchio davanti a lei sempre seduta, le sfioro l’interno coscia con le due mani per arrivare fino agli slip dove mi fermo, mi fissa sempre più intensamente, la sto portando poco alla volta ad un alto grado di eccitazione, risalgo lungo i suoi fianchi ma da sotto la camicetta che le ho sfilato dalla vita in su lasciandola in reggiseno, mi porto alle sue spalle, le metto le mani dietro la testa e con audacia mi piego in avanti verso il suo viso, rimango a pochi millimetri dalla sua bocca, voglio vedere cosa fa, alla fine cede e mi bacia, tremendamente emozionante, le ritorno davanti e facendole prendere l’elastico dei boxer tra le dita, la prendo per i polsi e me li faccio sfilare lentamente, proprio davanti a lei fino a rimanere nudo, Sabrina sgrana gli occhi, le mando un bacio col soffio e le dico che questo spettacolo è per lei, solo per lei per provare la merce con mano, faccio poi alzare Sabrina, la faccio aderire al mio corpo alle mie spalle, le prendo le mani e mi faccio toccare il sesso turgido, mentre ce l’ha in mano, esclama “Cazzo, che bel cazzo che hai”, lusingato per il complimento, le sussurro all’orecchio se possa bastare e da gran provocatore lo faccio mentre le sfioro il seno, dicendole che dev’essere un ottimo antistress.

Sabrina mi guarda, mi chiede se lo voglio vedere, le rispondo deciso di si, al chè si toglie il reggiseno e finalmente le posso palpare questa sua terza coppa b, ha dei bellissimi capezzoli che poi prendo delicatamente in bocca e la temperatura di colpo s’impenna, mi siedo sulla sedia dov’è stata lei fino ad ora e la faccio coricare a culo per aria sulle mie gambe, le palpo il sedere ancora nascosto dalla gonna e dagli slip, gliela faccio alzare alla vita senza toglierla, rimanendo in slip, mi sussurra con poca voce da quanto è eccitata che vuole che la sculacci, che è stata cattiva, che è una poco di buono, vuole che le dica che è una puttana mentre la sculaccio. Eccitato, e alle prime armi in fatto di spanking, le palpo il sedere per poi iniziare a sculacciarla, l’avviso che le darò 10 sculacciate per iniziare e che le ultime saranno più forti e se lo saranno troppo di dirmelo. Mi chiede perchè non abbia ancora iniziato e cosa stia aspettando. Prima di iniziare le infilo una mano negli slip rossi, m’intrufolo nel suo sesso già bagnato dalla situazione iniziando a masturbarla lentamente, le scosto poi gli slip liberando le chiappe bianche mentre i primi colpi sul suo culo si fanno sentire, mentre glieli faccio contare, le dico che è una poco di buono, mi risponde che ho ragione, lo fa rantolando dal piacere, continuo, prima la chiappa sinistra poi quella destra, poi mi provoca dicendo che merita di essere sculacciata più forte, che non sente abbastanza e allora le dò quello che si merita e che desidera, dicendole che è una puttana. “Si, hai ragione Luca, sono una puttana, sculacciami te ne prego, ancora, siamo solo a 5”

Arrivano poi le altre 5 sculacciate e le sue chiappe si cominciano a colorare di rosa, gliele faccio però penare, un po’ alla volta mentre la continuo a masturbare.

“Luca, se continui così, vengo, sto per venire, ahhhhh Luca” accasciandosi con le braccia a terra.

La tiro su e la faccio sedere sopra di me a cavalcioni, le palpo il sedere leggermente arrossato e la bacio intensamente, mentre le dico che ho voglia di lei, della mia puttana. Con quella parola, si riaccende e con decisione se lo prende dentro scostandosi gli slip rossi di lato, lo fa scivolare dentro di lei e comanda il ritmo, mi pizzica i capezzoli mentre i colpi diventano sempre più decisi e intensi. “Ti scopo Luca, ti scopo questo bel cazzo che ho tra le mie gambe, nella mia figa, tutto, tutto per me, si”

Questo linguaggio volgare fa scattare in me un’eccitazione mai provata prima e alzandomi in piedi, la porto sul divano, dove ho più libertà di movimento e tenendole le gambe per le caviglie, gliele apro, così posso penetrarla più a fondo, infatti mi guarda sbarrando gli occhi, rantola che le sto toccando il fondo che non ce ne sta più, ma di fare di lei quello che voglio.

“Luca, sono la tua puttana, scopami così tutta la notte, te ne prego, non smettere”

Glielo scrivo sulla pelle che è la mia puttana, venendole dentro.

LA PROVA DEL MIELE

miele

Una cena di compleanno, Sara è la festeggiata, io ed altri 5 invitati, seduti al tavolo del ristorante più in voga di La Spezia, siamo in tutto 7, due maschi e 5 femmine, dai 38 ai 45 anni l’età media, bella atmosfera, quella giusta per un compleanno, ci si conosce dal liceo e ogni tanto, con l’occasione dei vari compleanni ci si ritrova a parlare di noi.

Mentre Sara è impegnata a scartare il mio regalo, un profumo, ne è avida, arriva una sua amica, che ha appena terminato di lavorare ad un mercatino rionale, si siede a fianco a me, c’è un posto libero, ha ancora addosso il costume tipico da lavoro, perchè fa l’apicoltrice e vende il miele che le sue api producono, ai vari mercatini della zona. Si chiama Lucia, è castana con dei colpi di luce biondi che la illuminano, scopro che ha 38 anni ed una grande passione per quello che fa fin da bambina. Le racconto che mio padre (quello adottivo) è stato uno dei più grandi apicoltori della provincia di La Spezia e questo argomento ci accomuna parecchio. Ci perdiamo a parlare di miele, sembra che ci si conosca da una vita, poi racconto ad una perfetta sconosciuta un po’ della mia storia che non è tra le migliori, su come ho perso, quando avevo 3 anni, i miei genitori di sangue, in un incidente stradale, un tir, un maledetto tir e un maledetto autista ubriaco che invadono la nostra carreggiata facendoci uscire di strada e finendo la nostra corsa contro un maledetto albero. Morti sul colpo, escluso il sottoscritto, unico sopravvissuto. Lucia mi ascolta con gli occhi sbarrati, mi scendono delle lacrime, mi chiede di non andare avanti prendendomi la mano, un gesto involontario ma che gradisco tantissimo, me le asciuga con il suo fazzoletto, facciamo finta di niente per non rovinare il compleanno di Sara e ci riaggreghiamo alla festa.

All’uscita, chiedo a Lucia se abbia voglia di passare a casa mia, a parlare, trovo una strana attrazione verso di lei, mi dona serenità, sarà il suo costume che mette in evidenza il decoltè , sarà averle fatto delle confessioni così personali, sarà che è così figa….

Da come mi guarda, noto lo stesso in lei, se ci penso bene, questa sera abbiamo parlato tantissimo e gli interessi in comune sono tanti, come quel miele di Manuka che ho appena fatto arrivare dalla Nuova Zelanda tramite un caro amico di mio padre scomparso, le spiego che lo deve assaggiare, è veramente unico.

Arrivati a casa, prendo dalla dispensa il vasetto di miele di Manuka con tanto di sigillo, lo apriamo insieme con due mani, è un momento solenne, due cucchiaini, a lei il primo assaggio, chiude gli occhi e vedo con piacere che parte per un viaggio sensoriale. “E’ sublime Luca, era da un po’ che non ne assaggiavo di miele del genere, voglio il tuo fornitore”

Come due bambini con la nutella, facciamo calare vistosamente il livello del vasetto, m’inbocca col suo cucchiaino, io appoggiato contro il top di marmo della cucina e Lucia a pochi centimetri da me con le labbra sporche di miele a guardare dentro il vasetto, poi non so, i sensi ci rapiscono e pulendole le labbra con le dita ci baciamo con foga, un bacio profondo, le lingue che si avvinghiano e le mani che cominciano a muoversi. Ci giriamo, ora è Lucia appoggiata al top, mentre le mie mani s’intrufolano avidamente sotto la gonna del costume, senza poi rendermene conto, la sollevo e la faccio sedere sul marmo, le palpo il seno nascosto dal costume, i suoi gemiti mi fanno perdere la testa e nel giro di pochi minuti la mia lingua s’infila nel suo sesso bollente, mutandine a terra, gonna sollevata alla vita, mi eccitano così tanto da farmi perdere ogni inibizione e mentre le nostre lingue si ritrovano avvinghiate, la prendo per i fianchi e facciamo l’amore, lo facciamo in maniera animala, quasi senza preliminari, la sollevo dal marmo e la faccio scivolare sul mio sesso eccitato, i colpi sono forti, decisi, come i suoi gemiti, fino a che i nostri sensi esplodono in un sonoro godimento.

A SCUOLA D’AMORE

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Finalmente a casa e subito nella sala si diffonde una soave musica di violino, un cd, che ogni tanto lascio che giri, mi rilassa, mi distoglie dalle giornate difficili, per fortuna che questa sera arriva Anna, una cara Amica che ha terminato una dura giornata da standista, la prima delle tre, ad una fiera qui in zona.

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Ci siamo conosciuti 6 mesi fa, circa, quando mi avevano rubato l’auto e stavo aspettando quella nuova, mi muovevo con i mezzi pubblici e quasi ogni mattina, per tre mesi, vedevo questa signora sessantenne, sempre gentile, salutava tutti sul bus, era una signora d’altri tempi, lo è ancora, non vorrei essere frainteso, ma è speciale, non se ne vedono più come lei.

Quella mattina salì però senza il biglietto, accortasene, lo chiese all’autista che in malomodo le disse che non ne aveva (o forse non voleva darglielo) e lo avrebbe dovuto acquistare per tempo, veramente sgarbato.

Il caso volle che seduto nei posti anteriori, vidi i controllori tra una fermata e l’altra che stavano per salire, in fretta e furia decido di tirare fuori un secondo biglietto e obliterarglielo, consegnandolo in mano alla signora prima che i controllori salissero, peccato che l’autista vide la scena e ne parlò con loro appena saliti. Ne scoppiò un caso, ci fu un battibecco tra me e i controllori, la signora era impaurita e senza parole, i controllori non ne volevano sapere, volevano multarla perchè il biglietto andava obliterato appena saliti e non dopo 6 fermate, la signora in preda al panico li scongiurò di non farlo, che era un mese difficile per lei e non avrebbe potuto sopportare una spesa del genere, circa 75 euro. Schifato da questo subdolo comportamento dell’azienda urbana, parlai con i controllori, chiesi loro di farla a me la multa e che un giorno avrebbero dovuto rendere conto delle loro sporche azioni a qualcuno lassù e di vergognarsi.

Così andò, pagai la multa subito al posto della povera signora che una volta scesi alla stessa fermata, scoppiò in un pianto a dirotto, la portai allora in un bar per riprendersi un attimo, chiamò sua figlia, arrivò, appena trovato qualcuno che la sostituisse al lavoro, ed ecco Anna, alta 1,80 circa, un paio di gambe da modella, capelli lunghi castani e un abitino attillato che metteva in vista le sue forme.

Che donna, rimasi ammaliato da subito dal suo temperamento e dalla sua bellezza, ma soprattutto dalle mani, le dita così lunghe e affusolate è la prima cosa che guardo in una donna, appena ripresi conoscenza, le spiegai l’accaduto e mi ringraziò davvero tanto per quelle che avevo appena fatto per sua madre, voleva sdebitarsi e scherzando, ma davvero scherzando senza secondi fini, sorridendole, le dissi che una pizza quando avesse avuto tempo, una sera l’avrei mangiata volentieri con lei. Con mia incredulità accettò, dovevo averla colpita con quello che era successo quella mattina e dopo qualche giorno, eravamo seduti al tavolo di una pizzeria in centro a la Spezia. Ci lasciammo i rispettivi numeri di cellulari e passammo una bella serata in compagnia, niente sesso, ci tengo a sottolinearlo. Ecco come andò…..

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Ho cucinato per lei a suon di violino, so che ama il pesce e qui a la Spezia so dove trovare quello buono, desidero che si senta la mia regina per questa sera.

Si lamenta spesso che sono sempre impegnato con le mie donne e che ho poco tempo da dedicarle, mi fa spesso queste velate scenate di gelosia, le lascio correre, qualche volta mi chiede se ho mai pensato a noi due più che amici, ma non fa per me, ho trovato da diversi anni, mio malgrado, indipendenza in tutti i sensi e non riesco a concepire una vita diversa, una vita con una persona fissa al mio fianco, no, non riesco davvero e lei lo sa, ma questo non vuol dire non frequentarci, anzi, quando ha bisogno mi chiama e io faccio altrettanto, ma non siamo mai finiti a letto.

Dopo la cena, che le ho servito con tanto di cappello da chef che la fa tanto ridere, c’è il camino acceso e il divano con un film, una bella commedia che tutti e due amiamo: “Sapori e dissapori”

La scena in cui Kate serve al tavolo con il forchettone la costata cruda al cliente rompipalle che la vuole al sangue e se ne va dal ristorante è quella che mi fa impazzire di più, mentre Anna invece preferisce quella dove Nick e Zoe organizzano la serata Safari.

Una bellissima e coinvolgente storia d’amore con tante sfumature ma con il finale come lo si vorrebbe per tutti i film.

Sapori e dissapori termina, preparo una tisana rilassante, visto che in questi giorni la temperatura è precipitata così ci scaldiamo le mani e lo spirito.

La giornata come standista, sempre in piedi sui tacchi 12, l’ha distrutta, la vedo con la coda dell’occhio che potrebbe crollare da un momento all’altro, ma vuole resistere per chiacchierare con me, è un po’ che non ci vediamo e abbiamo tante cose da raccontarci. A mezzanotte non ce la fa più, vuole coricarsi. Mi chiede se si può fermare qui a dormire, la prendo in braccio e me la porto a letto, poi mi chiede, con malizia, se le posso mettere il pigiama che ha nel trolley, le sfilo lentamente la maglia e la gonna godendomi questa vista sublime che in tanti oggi alla fiera si sono sognati.

Cosa guardi, mi chiede, è difficile non farlo, le rispondo. Ha un fisico strepitoso, ben proporzionato, snello e sodo, l’unico difetto che ha è che è un po’ troppo giovane, 25 anni che paragonati ai miei 45 mi fanno sentire un tantino pedofilo, poi non vorrei illuderla ne tantomeno vederla soffrire.

Sorrido quando mi capita in mano un pigiama arancione con le zucche e i pipistrelli e la scritta “Happy Halloween”, non ne avevo ancora visto uno simile, sorride e mi racconta che l’ha comprato a New York lo scorso anno in vacanza. La metto a letto, scherzando, chiedendole se mi devo preoccupare di un morso sul collo nella notte e trovarmi l’indomani dissanguato.

Forse, visto che ho scelto d’infilarle il pigiama, mi risponde pungente da sotto il piumone.

Bacio della buona notte sulla guancia e tutti a nanna mentre gli ultimi pezzi di legna scoppiettano nel camino.

Da quando la temperatura è calata così rapidamente, a letto ho messo il piumone e devo dire che ci vuole, la sua leggerezza abbinata al tepore che regala è sublime.

Vuole che la tenga stretta a me, la sua dolcezza è disarmante e avere una donna come lei, così affascinante, nel mio letto è abbastanza difficile da gestire a livello sessuale, ma se Anna non fa niente, non essendoci stimoli ulteriori, finisce tutto in un bel sonno, invece, non è così, non so perchè ma faccio fatica a prendere sonno, forse sto pensando ancora a com’era sexy e accattivante spogliarla dai vestiti del lavoro per infilarle il pigiama, forse è colpa del suo reggiseno rosa che nasconde una terza abbondante di seno, o forse per le autoreggenti che fanno sempre sexy che le ho sfilato srotolandogliele lentamente per non smagliarle, oppure della sua culotte tanga aderente che lasciava intravedere una soffice peluria scura dalla trama di pizzo rosa.

Fatto sta che la lieve luce che proviene dal disimpegno dalla lampada segnapasso che si accende fioca fioca quando tutto è buio, regala la vista del profilo di Anna coricata sul mio cuscino di seta, questa scena rapisce il mio sguardo e non mi permette di dormire mentre si gira verso di me e mi sussurra se sono consapevole che non ci siamo mai coricati fino ad ora in un letto. Le rispondo di si. Le spiego che quello che mi blocca è la differenza di età tra noi e che sono sincero quando penso di poterla ferire nei sentimenti che sono così diversi tra noi.

Luca, ti devo parlare, mi sussurra girandosi verso di me al buio, ho bisogno del tuo aiuto e della tua pazienza, so che ne hai tanta, pausa lunghissima, rimaniamo al buio e la prego di parlarmene, se ne vergogna, lo sento a pelle. “A letto sono una frana, ecco te l’ho detto”, mi racconta che ha fatto l’amore una sola volta ed è stato un disastro, il suo unico partner di due anni fa le ha fatto male e si è bloccata, lui poi l’ha lasciata dicendole che era imbranata e da allora non ha più il coraggio di andare a letto con un uomo. La situazione è molto grave penso fra me e me, non è possibile ridurre una donna in questo stato, ma cosa mai le avrà fatto quello?

La rassicuro e la stringo a me, le ricordo che è a letto con me ora, che non le farò del male, si, infatti di te ho piena fiducia e desidero che mi aiuti a superare questo blocco, mi risponde con la voce tremolante, tu hai esperienza, tu hai tante donne…..

Le passo una mano nei capelli e le accarezzo il viso dicendole di riposare, non voglio crearle ulteriore stress, domani inizieremo la “Terapia d’amore”, l’abbiamo soprannominata così, insieme io e Anna.

Con me si fida e si confida, non posso deluderla e devo dire che mi fa pensare meno alla differenza di età, 20 anni in meno sono tanti, spero di non deluderla e di essere all’altezza.

Durante il giorno, in pausa da standista, mi manda un sms, mi ringrazia per averla ascoltata nella sua confessione la notte precedente e di provare serenità nello starmi vicino.
La sera, a casa mia, l’aspetto dal lavoro per una pizza con birra, un mazzo di rose rosse profumate e per farci un bagno insieme, nella vasca quadrata, l’acqua calda e lo spumante da bagno Wizard della lush che fa tante bollicine, i nostri vestiti che piano piano scivolano per terra, i nostri corpi nudi che si spiano a vicenda e noi due poi dentro alle bolle a goderci l’attimo. Seduto dietro, le lavo con la spugna la schiena, mille bolle che le ricoprono il corpo, quel corpo stupendo che ha così paura, ma anche quel corpo che ha una pelle da 26enne, liscia, soda e così eccitante. Il lavaggio diventa pian piano sempre più intimo, le accarezzo i seni, la sento abbandonarsi e godersi il momento, le chiedo di appoggiare le sue mani alle mie e di farmi vedere come le piace farsi palpare il seno, per poi passare alle gambe, partendo dalle caviglie fino all’interno coscia senza andare a finire lì in mezzo. Movimenti che si ripetono ciclicamente per mostrarle come rilassarsi e come è sensuale l’intimità. Ci asciughiamo con gli accappatoi e ci trasferiamo in camera sul lettone, dove la Lush la fa sempre da padrona con l’olio da massaggio “Sublime piacere” che sa di fragola e cioccolato, ogni commento su quest’olio è superfluo. La faccio coricare su di un pile caldo, la stanza è accesa solo da candele che fanno atmosfera, arriva aria calda dal camino, c’è un erotico vedo-non-vedo data la poca luce e visto che le piace il vino, ho preparato con due calici una bottiglia di novello della zona, facciamo un brindisi alla nostra terapia d’amore, un po’ di alcool aiuta sempre a distendere e a non pensare troppo. Mentre brindiamo e i gradi aumentano, le spio il corpo nudo e devo dire che è notevole, non sono più abituato a vedere un corpo di una 26enne nuda nel mio letto e che 26enne, infatti fa la standista per mestiere, è seguita da un’agenzia che la fa girare per il mondo. Mi osserva mentre la guardo come un bambino con un nuovo gioco e mi chiede cosa le farò ora. Un massaggio erotico, le rispondo chiedendole di coricarsi. Sono nelle tue mani, sussurra, fammi quello che vuoi, tu puoi farlo, dandomi carta bianca. Un altro calice di vino scandisce l’inizio del massaggio, irrorando il suo corpo a faccia in su di olio alla fragola e cioccolato dal collo ai piedi senza dimenticare nessun centimetro, per poi metterle le mani attorno ai prosperosi seni, stuzzicarle delicatamente i capezzoli, scendere al ventre, ai fianchi e lungo le cosce per poi focalizzarmi sul pube con una peluria candidamente incolta che fa molto vintage. Dalla clitoride che stimolo delicatamente, scendo lungo le labbra entrando qualche centimetro e molto delicatamente con un dito, sento che è molto stretta, la sento gemire, allarga timidamente le cosce. Il dito con movimento circolare e lubrificato, con mia sorpresa, dai suoi umori, esplora le sue intimità cercando di allargare la fessura, con l’altra mano la masturbo delicatamente per poi passarle sotto e andarle a stuzzicare l’ano senza però entrare. Sento che la cosa le piace, i suoi gemiti la tradiscono, insisto con questi movimenti per poi aumentare lentamente e delicatamente a due dita la penetrazione vaginale. Avanti e indietro prima e in circolo poi, le mie dita le regalano piacere, apre le cosce sempre più, i gemiti aumentano d’intensità e la fanno godere, urla dal piacere, mi chiama per nome, mi urla che la sto facendo godere e di non fermarmi che sta per venire. Il suo corpo in preda a spasmi di piacere si abbandona al godimento, l’abbraccio, standole coricato sopra. La semino di baci, le passo le mani tra i capelli e le tengo il viso mentre le nostre lingue s’intrecciano avidamente per poi non darle tregua e questa volta invece delle mani, uso la lingua, con un dito le stuzzico l’ano visto che prima le è piaciuto. Riaccendo il suo godimento, il suo desiderio poco per volta e la lingua che le esce ed entra ritmicamente, la fa impazzire, i suoi gemiti non tradiscono, inverto la stimolazione, ora con due dita dentro la fessura che si apre sempre più e la lingua che va a stuzzicare la clitoride senza pause, insistono fino a che non giunge un secondo orgasmo.

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Mi chiede pietà, poi di non smettere, la vedo che non capisce più niente, ma così facendo le ho fatto rilassare le pareti vaginali e mi sono aperto un varco per la penetrazione che non dovrà essere io sopra e lei sotto, ma il contrario.

Le chiedo di starmi sopra, ci baciamo, le accarezzo questo seno prorompente, sodo e con i capezzoli turgidi, poi con un’ eccitazione che non le passa più, vedo che cerca il mio sesso, lo trova già eccitato e con la mano me lo prepara, mi osserva, timidamente glielo faccio avvicinare al suo, glielo sfrego avanti e indietro tra le labbra, ogni volta che inizia un passaggio è un piacere per entrambi, per poi lentamente lasciare che qualche centimetro provi ad entrare, le ordino tassativamente che se le farà male dovrà scendere, altrimenti la nostra terapia d’amore non funzionerà. Tenendo tra le mani il mio sesso alla base per dirigerselo dentro, rimane colpita dalle dimensioni, mi chiede con preoccupazione se sono sicuro che ci starà tutto nella sua “Passerina” così stretta, sorridendo per il termine infantile, le rispondo che sarà meglio non scendermi sopra del tutto ma solo un po’. Bisogna che il suo sesso si adatti lentamente, non ci vuole fretta e stando sopra potrà comandare la discesa ed eventualmente fermarsi se sentirà dolore. Scende poi verso la mia bocca, mi bacia e mi ringrazia per capirla in questo modo. Lascia entrare un terzo del mio sesso, centimetro dopo centimetro, concentrandosi e osservandomi, poi visto che con le mani non riesco a stare fermo, comincio col masturbarla e questo l’aiuta notevolmente, la tengo per il lato b che palpo senza lasciarne indietro, così sodo, così liscio è un piacere infinito. Mi chiede di stuzzicarle anche l’ano, le è piaciuto come lo faccio, le regala scariche di piacere che le permettono di scendere a metà del mio sesso. Per me è un piacere indescrivibile il suo sesso così preciso che si dilata lentamente, non provavo da tempo questo tipo di sensazione. Lo tiene fermo dentro di se, le ordino allora di stringere i muscoli vaginali mentre le sono dentro, sbarra gli occhi, le piace, lo immaginavo, per poi rilassarli e continuare ritmicamente mentre da fuori la masturbo, stimolandole la clitoride fino a che sento che è sempre meno stretta intorno al mio sesso prima che un orgasmo la faccia urlare. Si abbandona sopra di me, esco delicatamente dal suo sesso e la tengo stretta, mi abbraccia, mi bacia, mi tocca, lo riprende in mano e inizia a darmi piacere, mi sussurra che vuole sentirmi venire, che vuole tutto addosso, ma prima di venire le chiedo se mi lascia entrare di nuovo. Vuoi la mia morte allora, vuoi che muoia di piacere questa notte, mi risale sopra e lentamente, molto lentamente, con movimenti tanto teneri quanto sensuali, mi porta all’orgasmo. Non avevo mai provato un piacere del genere, in un sesso così preciso al mio, con questa cadenza che ha seguito, lenta, lenta. M’infila la lingua in bocca mentre mi sente venirle dentro, mi fa notare che ora è tutto dentro di lei e non le fa male, anzi…….rimane stupita dalla mia espressione e dai gemiti al momento dell’orgasmo, dice che non se la scorderà più. In un attimo poi di tenerezza, le sussurro all’orecchio che mi ha dato le chiavi del suo paradiso, le terrò gelosamente custodite.
Questa frase la colpisce, la lascia senza parole e rimanendo abbracciati, nudi sulla seta, ci abbandoniamo al sonno, al caldo sotto al piumone.

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Durante la notte vengo svegliato da rumori provenienti dalla sala, Anna non c’è a letto, la trovo seduta sul divano intenta a scrivere su di un block notes formato A4, le chiedo cosa faccia in piedi alle 4.30 e candidamente mi risponde che non riusciva a dormire, troppe le nostre emozioni che si sono susseguite sotto le lenzuola, non voleva dimenticarle, perciò ha pensato di trascriverle. Un pensiero dolce, affettuoso e genuino.

Le chiedo se vuole qualcosa, magari un tè caldo visto che il camino è spento e l’ambiente si è rinfrescato, si, volentieri, mi risponde con uno sguardo dolce e sorridente.
“Luca, forse è stupido per te, ma sei riuscito a farmi dimenticare quello che è successo due anni fa, ora, anche se è solo l’inizio, vedo il sesso diversamente, non più come un nemico, questo grazie a te. Vorrai darmi delle altre lezioni d’amore?” Mi chiede con una disarmante sincerità. Le servo il tè, non dico nulla, egoisticamente le rispondo di si, la sua presenza è un continuo eccitamento, non solo a livello fisico ma anche cerebrale, penso sia la prima donna che riesce a fare l’amore con il mio cervello prima e con il mio corpo dopo. Le chiedo di scriverlo negli appunti delle “Nostre emozioni”, poi la prendo per mano e me la riporto a letto, ci attendono altre Lezioni d’amore…..

A LUCI MOLTO ROSSE

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Con l’amministratrice del palazzo dove ho l’agenzia immobiliare che poi è la stessa di casa mia, c’è un rapporto di amicizia che dura da 8 anni, ho cercato di far di tutto per farle amministrare qui dove lavoro quando è saltato, due anni fa, per inadempienza il vecchio amministratore che non pagava più i fornitori, maledetto….

Clarissa è una lavoratrice nata, ha studiato da avvocato e ne sa davvero tanto, quando la chiamo ha sempre una soluzione per tutto e soprattutto s’impegna tanto. Quando fu candidata a casa mia, se la giocò con un condomino che voleva a tutti i costi il posto, ma la sua esperienza vinse, dopo essere stata messa sotto interrogatorio in assemblea condominiale da tutti i condomini dei palazzi, si, perchè il nostro complesso è formato da due condomini.

Sono sincero nel dire che l’ho votata non solo per il modo che ha di porsi, ma anche per la bellezza, bionda, occhi azzurri, capelli lunghi lisci, alta 1,65 circa e un accento veneto tremendamente simpatico e sexy. E’ nata a Verona e si è trasferita qui a La Spezia una decina di anni fa quando aveva 28 anni.

Questa è la sua carta d’identità e tra noi ci sono sempre stati una grande stima e tanto rispetto, ogni volta che la vedo mi trattengo dall’invitarla fuori perchè so che è sposata, queste cose non le faccio, mi sentirei poi un verme e non è da me. Sa però benissimo che ho un debole per lei e penso che la cosa sia reciproca, ma siamo sempre riusciti a far rimanere tutto una splendida amicizia. Sa anche che nel tempo libero faccio l’accompagnatore e spesso la sua curiosità esce per sapere qualcosa di più, ma per evitare coinvolgimenti, ho sempre lasciato le sue curiosità come tali.

Fino a che, la settimana scorsa, al giovedì, passa di persona in agenzia immobiliare per consegnarmi il preventivo del rifacimento gradini intorno al palazzo. Mi chiede se nella pausa pranzo ho tempo per lei che mi vuole parlare.

A pranzo, seduti al tavolo in un ristorantino tranquillo, mi racconta della sua vita privata, che si è separata da diversi mesi da suo marito, al chè dispiaciuto, le chiedo come mai e se avesse voglia di parlarne, mi racconta allora che l’ha beccato con l’amante e di come il loro rapporto fosse logorato da diversi anni anche se lei non lo dava a vedere, per cui è stata l’occasione giusta per buttarlo fuori di casa, almeno poteva essere sincero e dirle che non l’amava più, fatto in questo modo è una pugnalata alla schiena.

Tornando poi al motivo dell’incontro, mi confida di come sia sempre stata curiosa di quello che faccio oltre al lavoro, cioè l’accompagnatore, vorrebbe capire fino a che punto ci si possa spingere e in qualità di “Cliente” che tipo di richieste possa fare.

Le confido che limiti non ce ne sono, solo quelli del buon senso e penso che tra noi due non manchi. Sorride e mi chiede di farle passare il prossimo week-end in modo rilassante e spensierato, vorrebbe stare nelle nostre zone, non ha voglia di andare troppo lontano, ma lo vuole passare con me.

Ci salutiamo con un abbraccio e un paio di baci sulla guancia, dicendole che entro sera avrei organizzato tutto, mi guarda con quei suoi occhi azzurri e mi ringrazia.

Sulle guance mi è rimasto il suo rossetto lilla e addosso sento ancora il suo profumo di donna.

Rientrato poi in agenzia guardo su internet, mi ricordo che per lavoro, tempo fa, mi ero incontrato con un cliente in vacanza in un agriturismo a Levanto, qui vicino, l’Agriturismo Costa di Faraggiana, una struttura di lusso ricavata da un’attenta ristrutturazione di un vecchio rustico, ho ancora il biglietto da visita, ero rimasto impressionato dall’eleganza del posto, dalla pace e tranquillità, ma soprattutto dalla vista mozzafiato su Levanto, mare e ulivi. Penso che le piacerà. Mi metto in contatto con il proprietario, dopo aver visitato il sito, chiedendo della disponibilità della camera Olivo (26mq) con un romantico letto a baldacchino. Prenoto tre giorni e due notti, domani si parte!

Mando un sms a Clarissa, avvisandola di prepararsi il necessario, compreso qualche costume da bagno. Check-in alle ore 14.00

Arrivati all’agriturismo e messo a posto i trolley, ci regaliamo un massaggio rilassante nella sala massaggi dell’albergo, un’ora di coccole ognuno sul proprio lettino. Rilassati e coccolati, ci godiamo poi la splendida vista dalla camera, lo spettacolare panorama ci lascia incantati e senza parole.

Arriva presto la sera e con lei, l’ora di cena che passiamo giù a Levanto (5 minuti di auto) davanti ad una pizza cotta nel forno a legna, Clarissa torna subdolamente sul discorso delle richieste che può e non può fare, personalmente può chiedere quello che vuole, però desidera mettere nero su bianco. Si fa portare dal cameriere un foglio e una penna dove scrive che in questi giorni che passerà in mia compagnia vorrà fare di me quello che vuole e che tutto sia possibile. La osservo incuriosito, è la prima volta che una mia accompagnata fa richieste di questo genere, comunque la lascio parlare e scrivere, vediamo dove andrà a parare.

Quando ha terminato le chiedo se mi devo preoccupare e chiedendomi di firmare sotto il suo autografo, mi prende la mano, mi guarda con occhi dolci e mi dice di fidarmi di lei.

Accetto, firmo e vediamo cosa succederà.

Dopo che ho firmato, mentre siamo al dolce, mi chiede di sparare una cifra, per cosa le chiedo, il mio compenso per questo week-end mi risponde, non voglio soldi le faccio notare, lei insiste e stacca un assegno chiedendomi se 1500,00€uro vanno bene, se insisti vanno bene le rispondo mettendolo nel portafoglio e ringraziandola.

Sai Luca, mi confida, non ho mai pagato un uomo per averlo e poterlo usare, questa però è l’occasione in cui lo voglio fare in piena regola, quindi accettali senza timori, altrimenti non mi sentirei libera di fare quello che desidero.

Per me è una situazione nuova, non ero mai stato comprato prima, solo usato, sono ora molto curioso di come andrà questo week-end.

Al tavolo dietro di noi, mentre ci alziamo per andarcene, sono presenti due uomini sulla cinquantina e al nostro passaggio, uno di loro ha la cattiva idea di fare dei pesanti apprezzamenti su Clarissa che arrivano al mio orecchio, al chè il sangue mi comincia a ribollire, queste cose le odio e le offese gratuite sono una grande mancanza di rispetto. Li osservo per bene, soprattutto quel panzone che ha osato uscirsene in quel modo e mentre Clarissa va alla toilette così da evitarle imbarazzo davanti a tutti, torno indietro e mi seggo di fianco a lui, gli metto il braccio al collo, lo fisso con l’espressione da incazzato e senza pensarci tanto gli prendo i testicoli in mano e gli do una stretta da togliergli il fiato, dà anche una testata contro al tavolo da quanto si piega in avanti dal dolore. Quando sento chiedere scusa per la cazzata che ha fatto, gli mollo le palle, mi alzo e me ne vado. Non proferisce parola, nemmeno il suo amico che è rimasto impietrito dalla paura. Mentre pago il conto, rido con il proprietario che mi ringrazia per non aver creato troppo subbuglio, ma anzi, pensa che non li vedrà più quei due che hanno offeso anche altre signore nei mesi scorsi. Clarissa, sulla porta, mi guarda col punto interrogativo chiedendomi che cosa sia successo nella sua assenza.

Tornati all’agriturismo, ci godiamo il panorama prima di entrare, le luci di Levanto che si muovono

e brillano, veramente romantico e suggestivo.

Nella stanza Olivo c’è un divano sul quale ci accoccoliamo, Clarissa in camicia da notte rosa e io in pigiama scuro, ci soffermiamo a parlare della serata e di come le piaccia stare qui con me, io seduto e lei coricata con la testa appoggiata sulle mie cosce, mentre le passo le mani nei capelli.

Parliamo per delle ore senza accorgerci che si sono fatte le 2 del mattino, la sua parlata ha ancora forte accenti veneti che con quelli liguri risulta così simpatica e sensuale. Andiamo a letto le chiedo, prendendola per mano e dal divano ci ritroviamo sotto le lenzuola al calduccio a fare discorsi a sfondo sessuale, sono le sue curiosità, di cosa faccio con le altre donne, dove le porto e dove le accompagno, le racconto qualche aneddoto scendendo anche in particolari, la voglio stuzzicare, voglio vederla crollare tra le mie braccia eccitata.

Riesco a farla parlare delle sue fantasie sessuali, perchè da quello che ho intuito è ben lì che vuole arrivare, le vuole soddisfare con me. Liberandola dall’imbarazzo visto che vede in me la persona con cui poter fare quello che desidera, le ricordo che c’è un contratto firmato e pagato. Mi racconta che il suo sogno di sempre e che non ha mai potuto mettere in pratica con gli altri uomini che ha avuto è quello di vedere il suo uomo legato al letto, nudo e in sua completa balia per poterne abusare come desidera, teme che pensi male di lei, la rassicuro e mi offro a lei, sono curioso di cosa mi farà.

Vedo il suo sguardo accendersi, spero non sia troppo sadica…..ma ormai ho firmato.

Il lenzuolo che prima ci copriva, mi arriva appena sopra al ventre, sono in posizione supina e ho ancora i boxer, si sfila lentamente davanti al mio viso, il perizoma e mi chiede di aprire la bocca per potermelo infilare, la lascio fare, non posso più parlare, prende poi un paio di collant, con una forbice li taglia in due e mi lega ogni polso al telaio del baldacchino, le gambe me le lascia libere, in piedi sul materasso, cammina intorno a me, prima di qua e poi di là, la seguo con lo sguardo , mi sembra che si stia eccitando a vedermi così in sua balia, mi toglie il perizoma dalla bocca dicendomi che se desidero che smetta lo farà vedendomi aprire e chiudere la mano destra tre volte.

Si corica al mio fianco, si accorge che tutta questa situazione mi ha provocato una certa eccitazione, mi sale sopra e sfrega il suo sesso nudo contro il mio dentro ai boxer, le sue unghie dal collo scendono lungo il corpo lasciandomi leggeri segni rossi, eccitanti per lei, stimolanti per me, si sofferma poi sui capezzoli, ci gioca, me li pizzica delicatamente, nel mentre penso che ha la mano leggera per fortuna poi ancora le unghie che lasciano altri delicati segni sul mio petto, il suo sorriso sadico lascia uscire dalla sua bocca rantoli di godimento puro che mi fa sentire strusciandosi contro al mio sesso ancora intrappolato nei boxer, mi toglie poi di nuovo il perizoma dalla bocca e mettendosi in posizione 69, ma senza farmela leccare perchè leggermente sollevata, mi toglie i boxer tagliandoli con la forbice, mi ordina di leccarla, ma non ci arrivo perchè sta sollevata apposta, cerco di dimenarmi per ubbidire ma tiene il suo sesso a pochi cm dalla mia bocca, mentre sento che ha preso in mano il mio, turgido, eccitato e goloso di lei. Sento il calore della sua bocca, ma mi fa soffrire nel togliersi e coricandosi di nuovo al mio fianco, tenendomelo in mano ma senza muoverla, stringendomelo per vederlo ancora più turgido, mi osserva e la sua eccitazione è talmente alta che inizia a toccarsi, per poi farlo seduta sul mio petto, senza che possa fare niente perchè ho le mani legate. Continua a toccarsi, mi fa assaggiare le dita bagnate dei suoi umori, una per una, per poi continuare fino a che non resistendo più si lascia penetrare dal mio sesso turgido e gonfio. Subito movimenti lenti,  poi i colpi aumentano d’intensità, su e giù senza controllo fino a che sento le sue unghie conficcarsi nelle mie spalle quando raggiunge l’orgasmo, si accascia sopra di me sfinita, è esausta ma soddisfatta, ma non del tutto. Mi racconta che in oriente, le mogli hanno l’abitudine di stimolare la prostata ai loro mariti per migliorarne l’attività sessuale, ma anche per questioni di salute. Anche se qui in Italia è vista ancora come tabù vorrebbe farmelo, la guardo, non dico nulla da come sono eccitato e la lascio fare, le faccio però presente che sarebbe la prima donna alla quale regalerei la verginità del mio lato B. Ok Luca, non voglio che me la regali, desidero pagartela, appoggiando il suo portafoglio sul mio comodino. Che razza di situazione, sorrido e desiderando che le sue fantasie diventino realtà, la osservo mentre mi libera un polso e mi bacia ardentemente per poi estrarre dal suo beauty il lubrificante e un guanto da dottore che s’infila fissandomi negli occhi, vuole vedere se ho paura, ma il mio sorriso la disarma, si aspettava che la guardassi con terrore.

Finalmente un uomo con cui mi posso esprimere, sai Luca, sei raro.

Mentre si lubrifica l’indice e inizia a massaggiarmi l’entrata per poi regalarmi attimi di piacere quando arriva a stimolarmi la prostata, spiega che è normale che provi questa sensazione ed è talmente delicata nei movimenti che non ho sentito dolore, anzi, con l’altra mano inizia ad armeggiare col mio sesso, lo prende in bocca tutto, poi esce e inizia a masturbarmi lentamente mentre con l’altra gioca con la mia prostata regalandomi attimi sublimi fino a che non le esplodo in bocca con un orgasmo di un’intensità che mai avevo provato. Il mio corpo ha dei sussulti da tanto ha goduto, mi libera l’altro polso e ritornati sotto le coperte mi abbraccia e distrutti non tanto dall’attività sessuale ma dall’intensità dei nostri orgasmi, ci abbandoniamo nudi ad un lungo sonno, non prima di avermi lasciato dei soldi sul comodino come promesso.

La mattina dopo, prima di svegliarla, la osservo mentre dorme, spio le sue forme nude da sotto le coperte, ogni anfratto, lei se ne accorge, mi chiede come sto, se ho riposato bene, mi si accoccola contro, con la testa sul petto e il braccio che la cinge a me, con la voce roca appena sveglia mi confida di come sia stata emozionante la sera prima, non se la scorderà mai, ma ora abbiamo tutti e due una gran fame, prenoto la colazione in camera visto che ho letto che c’è la possibilità.

Sfamati e ripuliti da una doccia calda, scendiamo in giardino con l’accappatoio dell’agriturismo, sotto, il costume da bagno e ci buttiamo dentro la Jacuzzi esterna riscaldata a fianco della piscina.

Migliaia di bolle che s’infrangono contro i nostri corpi, mentre fuori dall’acqua inizia a piovere, ci guardiamo negli occhi e ridendo ce ne freghiamo.

Sai Luca, ti vorrei come uomo anche se so che è impossibile, rimarrà un’altra delle mie fantasie, mi confida. Le rispondo che ci sarò sempre per lei e che mi potrà affittare di nuovo, i suoi soldi andranno in beneficenza ai bambini bisognosi, come quelli che mi ha appena dato.

Quel giorno, per fortuna poi ha smesso di piovere, col sole ci siamo allora regalati una gita in barca organizzata dall’agriturismo con visita alle cinque terre e pranzo a base di pesce.

Al ritorno in agriturismo, la sera, noto che Clarissa ha lo sguardo triste mentre osserva il panorama perchè sa che l’indomani si partirà, al chè di comune accordo decidiamo di rimanere anche il lunedì, crepi l’avarizia e godano i nostri corpi.

Quella sera Clarissa a letto mi fa un regalo, uno di quelli che non ha mai fatto a nessuno perchè, come dice lei, ci sono certe cose che non puoi regalare a tutti ma solo a chi se le merita, visto che mi sono fidato di lei mi offre il suo lato B, così saremo pari, sarà un ricordo che ci terrà uniti per sempre e sarà solo nostro!

C’E’ POSTA PER ME

cepostapermedamonica

La scorsa settimana ho concluso diverse vendite, tra cui tre appartamenti, uno in centro di La Spezia che il suo vecchio proprietario non vedeva l’ora di disfarsene e due in prima periferia a due fratelli, poi anche 3 negozi, due futuri parrucchieri ed un centro estetico, ormai vanno solo quelli.

Gli appartamenti non conoscono la crisi di cui tanto si parla e i telegiornali che fanno terrorismo di certo non aiutano, certo non girano più i prezzi di una volta, ma almeno rimane l’interesse.

Visto che gli affari sono andati bene, penso bene che ci sia da festeggiare.

In questi giorni vedo spesso Monica (Specchio riflesso) mentre porto fuori il cane, soprattutto la sera, la guardo da lontano, da vicino quando c’incrociamo, è bella come il sole.

Qualche giorno fa mi ha lasciato nella cassetta della posta il suo perizoma rosso, lo stesso che aveva l’altra sera, con un biglietto nel quale c’era scritto: ”Solo per Te” firmato Monica.

Inutile dire che continua a stupirmi questa donna. Ieri sera poi ho trovato un completino di pizzo nero, nuovo nella sua confezione, con il biglietto d’accompagnamento “Per quando vorrai tu” Monica.

Il suo essere così maliziosamente stolker, mi eccita e mi emoziona. Mi sa continuamente stupire ed emozionare e ora, la sera quando torno a casa, non vedo l’ora di guardare se c’è posta per me.

Ho pensato quindi di organizzare una serata tutta pepe, le ho messo in cassetta un invito personale e le ho poi mandato un sms, volevo avere la certezza che guardasse la posta, mi ha risposto che l’avrebbe ritirata.

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invito personale per Monica, la mia Vicina preferita a presentarsi domani sera alle 20,00 a casa mia vestita solo dell’accappatoio per una serata di bollicine.

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Appena arrivato a casa, accendo il camino e dirigo l’aria calda nelle varie stanze per riscaldare l’ambiente, vista la stagione piovosa cerco di asciugare un po’ l’ambiente e riscaldarlo a dovere per la serata in arrivo.

Sono amante dei prodotti della Lush, quelli poi per la vasca da bagno mi fanno impazzire, ho ordinato via internet diversi spumanti, si chiamano così e non si bevono mi raccomando, si sbriciolano nella vasca, colorano e profumano l’acqua e fanno tanta schiuma!!!

Per stasera ho deciso di utilizzare “Brightside”, tante bolle, fa diventare l’acqua arancione e la profuma di olio essenziale al mandarino, da urlo!

Suona il campanello, è Monica in accappatoio fucsia che col capello biondo sta da Dio, non vedevo l’ora che arrivasse, è tremendamente sexy e carina e averla in casa, nella tana del lupo, mi fa stare bene. Ovviamente anch’io sono in accappatoio nero, elegante, in microfibra, si asciuga poi in pochissimo tempo rispetto a quelli di spugna.

Monica mi fa notare di non aver specificato se sotto doveva indossare qualcosa, per cui per non sbagliare mi fa intravedere, slacciandosi la cintura che è completamente nuda, mi si avvicina e da vogliosa stolker mi abbraccia e mi ruba un lungo bacio. L’assecondo, non sono passati 5 minuti da quando ha suonato che siamo già avvinghiati, penso sia record. Mi slaccia la cintura senza però spogliarmi, infila le mani dentro, accarezza il petto e mi stringe a se, sente che mi sono eccitato, la prendo per mano invitandola in bagno.

Mi guarda incuriosita, le spiego che sarà una serata diversa dal solito, mi chiede se si deve preoccupare, sorrido, la temperatura dell’ambiente è ottimale, la vasca quadrata è piena e calda al punto giusto, candele profumate agli agrumi sparse qua e là, creano l’atmosfera giusta che lasciano senza parole Monica, poi la sorpresa di vedere la vasca con le bolle, l’acqua colorata d’arancione e profumata al mandarino, la lasciano stupita. Ho preparato anche il cestello con ghiaccio, dentro una bottiglia di Champagne, riempio prima il suo flute, poi il mio e con un brindisi all’insegna di una serata alle bollicine, c’immergiamo nella vasca.

Ci regaliamo un sontuoso bagno profumato che inebria i nostri sensi, un altro paio di flute che si svuotano rendono poi tutto più caldo e arroventato.

Lunghi baci, strusciamenti e abbracci, ci fanno perdere ogni inibizione. Le mani che ci regalano attimi di piacere sublime e le bocche avide di noi ci preparano al momento tanto atteso.

Ci togliamo ogni voglia di noi, diversi tsunami di acqua e schiuma fuoriescono dalla vasca, le bollicine dappertutto rendono poi questo bagno indimenticabile.

L’aiuto ad uscire, le rimetto l’accappatoio per non farle prendere freddo, la massaggio per asciugarla e la porto in camera da letto, il suo sguardo incuriosito e sensuale mi segue in ogni mia azione, tutte queste attenzioni che le dedico la sorprendono, preparo il tè nero degli amanti acquistato fresco nella mia erboristeria di fiducia, con il bollitore rapido è un attimo avere acqua bollente. Il tempo d’infusione l’occupiamo a coccolarci. I sorsi lenti ci fanno assaporare l’infuso di tè nero con i petali di fiordaliso, il profumo è delizioso.

Monica mi guarda, appoggia la tazza sul comodino e mi viene vicino, mi si accocola contro, l’abbraccio e le sussurro che ho in serbo per lei un soave e dolce massaggio con l’olio della Lush “Tender is the night”, le lascerà la pelle idratata e profumata di vaniglia, gelsomino e ylang ylang, c’è poi il rischio che la possa mordere da tanto è buono, mi risponde che non vede l’ora..

Sono maniaco dell’atmosfera, avevo già preparato una yankee candle, profumazione “Vanilla Satin” per rimanere in tema vaniglia, l’accendo e mentre tolgo lentamente l’accappatoio dal corpo di Monica si cominica già a diffondere il profumo, sono le migliori.

Le chiedo di abbandonarsi e di non pensare a nulla mentre metto in sottofondo musica da massaggio tantra. Mi spoglio, mi godo la vista del suo splendido lato B, inizio a sciogliere dell’olio, lo scaldo con le mani e inizio i passaggi lenti dai polpacci al collo fino a quando la pelle non assorbe più olio, me ne cospargo anch’io e mi corico delicatamente sopra di lei, iniziando a farle un sensuale massaggio con il solo sfregamento del mio corpo contro e sopra il suo, lentamente, molto lentamente.

Monica mi sussurra che non l’ha mai provata prima un’esperienza del genere, mi chiede di non smettere, i miei passaggi ci provocano ondate di piacere, mentre l’ambiente profuma di vaniglia e la musica riempie i nostri silenzi affannosi. Il mio sesso eccitato ad ogni passaggio va a sfiorare la sua apertura così eccitata, i suoi sospiri mi fanno capire che le piace, continuo, passaggi dopo passaggi, sfregamenti dopo sfregamenti lascio entrare leggermente il mio sesso turgido dentro al suo, ma non tutto, solo un po’ per poi uscire e rientrare solo un po’ al passaggio successivo, mi soffermo dentro di lei, ma non entro tutto, Monica ansima, le piace, mi dice di continuare, lo fa con una voce tipo dall’aldilà. La faccio poi girare, ammiro i suoi seni, la ungo di nuovo palpandoglieli delicatamente, scendo, lungo le cosce, interno cosce, ventre, per poi appoggiarmi sopra il suo corpo e riprendere lo sfregamento anche da questa parte, ci guardiamo, ci baciamo, le nostre lingue si cercano, i nostri corpi unti come saponette, scivolano l’uno contro l’altro, come il mio sesso che preme contro il suo ad ogni mio scivolamento, non lo faccio entrare apposta, la voglio far penare, sento che apre le gambe per accogliermi, ma continuo in modo professionale il mio massaggio sensuale, mentre la candela accesa continua a profumare e a creare atmosfera. M’inginocchio poi davanti alle sua cosce aperte, mi chiede di toccarla lì che non ne può più, l’accontento e con l’olio le mie dita entrano dentro, poi fuori e ancora dentro mentre il pollice le regala piacere ad ogni mio sfregamento. Mi cerca, mi desidera, ci desideriamo, alla fine lasciamo che i nostri corpi profumati si prendano quello che gli spetta diventando un tutt’uno creando una nuova fragranza: “Vaniglia e sesso bollente”

IL TRE DI CUORI

TREDICUORI

La scorsa settimana è venuto qui in agenzia un signore di mezz’età con un appartamento da vendere in pieno centro, la sua richiesta era però eccessiva e questa sua insistenza mi ha portato a fargli scegliere se fidarsi della mia proposta che sicuramente gli avrebbe dato serie opportunità di vendita o prendere l’uscita e cercarsi un’altra agenzia, perchè nessuno l’aveva obbligato ad entrare nella mia.

Quando voglio so essere sgradevole, succede poche volte, ma succede.

Per fortuna ha scelto di prendere la porta e spero di non vederlo più.

Poi diciamoci la verità, il giorno prima del mio compleanno non ho proprio voglia di alterarmi per così poco, anzi.

Chiamo Katia, ho un credito da riscuotere, tempo fa erano capitati a sorpresa i suoi genitori e per loro noi siamo fidanzati, quindi ero stato al gioco ed avevo tenuto in piedi la nostra finta storia davanti a loro per tutta la giornata, poi per tornarsene a Trento a casa loro.

Con Katia c’è un rapporto particolare che va oltre l’Amicizia, potrei anche ammettere che una sorta di sentimento ci sia, non posso negarlo, ma non lo chiamerei Amore, mi sembra eccessivo, stiamo bene insieme, ci frequentiamo, non solo sotto le lenzuola ma anche in altri ambiti.

Dicevo del mio credito, ho in mente una serata speciale, desidero festeggiarla come si deve, però essendo la richiesta molto particolare, ne voglio prima parlare con lei davanti ad un cocktail alcoolico, so che riuscirò a strapparle qualcosa.

La sera stessa ci vediamo direttamente nel bar del centro, due aperitivi davanti ai nostri occhi che piano piano scendono di livello, aspetto il momento giusto, e le parlo di Jenny la tennista.

Di Katia, ho scoperto da poco che è bisex e Jenny è la sua Amica intima, ecco il nodo della questione, come la prenderà, in virtù di esprimere un desiderio di compleanno, se le propongo di passare una serata a tre? Chiaramente non voglio forzare nessuno, ne lei ne Jenny, sono stato però sia fuori che sotto le lenzuola con tutte e due, ci si conosce molto bene e c’è un forte rispetto reciproco.

Io la butto lì, mentre Katia è all’ultimo sorso, mi guarda, sorride, sa che è in debito con me, non può dirmi di no, prende in mano il telefonino, chiama Jenny alzandosi dal tavolino per non farmi sentire.

Sta a parlare con lei diversi minuti, poi ritorna, mi si avvicina, mi bacia avidamente e mi sussurra all’orecchio che si può fare.

Mi passa Jenny, vuole parlarmi e dopo i saluti, mi chiede se ho richieste particolari, mi fa ridere, poi quando mette in dubbio, con ironia, la mia resistenza, se riuscirò a stare dietro a tutte e due, non reagisco a questa provocazione e le ricordo di come ami la biancheria intima raffinata: il reggicalze lo vedo aggressive e sensuale, più giusto per il tipo di serata.

Penso che per il nostro tipo di rapporto non sia poi così una richiesta particolare, qui si parla di due ragazze bisex, ci si conosce e non è la prima volta che si va sotto le lenzuola insieme, a differenza di una coppia che desidera un terzo od una terza, trovare qualcuno che vada bene sia a l’uno che all’altro, la giusta sintonia, le timidezze iniziali e tanti altri ostacoli.

Infatti, la sera dopo, alla mia festa di compleanno, siamo noi tre seduti ad un tavolo di un ristorante a Lerici (a pochi km da La Spezia) a cenare in riva al mare. Katia veste una minigonna con stivali di pelle nera al ginocchio e una maglia nera elegante scollata che regala una vista eccitante del suo seno, mentre Jenny veste anche lei in minigonna ma in jeans, tacco 10 circa e camicia elegante bianca aperta di qualche bottone al limite giusto, con la sua abbronzatura da tennista è molto sexy. Sono entrambe bellissime, pettinate e profumate di tutto punto, io invece ho optato per un abito nero gessato sportivo. Siamo stati prima del tramonto sul lungomare a braccetto, io in mezzo, Katia e Jenny ai lati, abbiamo fatto una lunga passeggiata, scattato alcune fotografie con il porto e con il castello che alla sera illuminato è decisamente affascinante. Ci osservavano in molti soprattutto maschietti incuriositi, Katia e Jenny fanno una bella coppia al mio fianco.

Ci regaliamo una sontuosa cena a base di pesce e anche qui notiamo sguardi che arrivano da alcuni tavoli vicini al nostro, maschietti con la loro compagna che fanno finta di niente ma poi appena lei si distrae, guardano eccome se guardano, come quel tavolo con 4 uomini, se le sono mangiate con gli occhi, poi per farli rosolare per bene gli ho dato il colpo di grazia quando mi hanno visto baciare sia l’una che l’altra. Katia poi, ci mette del suo quando ce ne stiamo per andare nel baciare Jenny sulla bocca tenendomi per mano mentre passiamo dal tavolo dei 4 signori. Ce la ridiamo tra di noi nel vederli con gli occhi sgranati e senza parole, poi prima che la cosa possa degenerare, io e Jenny la tiriamo fuori dal locale, non si sa mai. Sono felice, mi sento un re con Katia e Jenny vicine, così vicine che quando siamo alla macchina parcheggiata, ci abbandoniamo ad un abbraccio a tre, scambio di bocche, di lingue, di mani, accidenti com’è emozionante, non ho mai provato un’eccitazione del genere.

Arrivati a casa di Katia, mi lasciano solo sul divano, mi dicono di aspettare che si vanno a sistemare, mentre furtivamente prendono una borsa e se ne vanno in camera.

Sento che parlano sottovoce, poi mi chiamano di là e cosa vedo? Katia e Jenny nude, con reggicalze bianco per la prima e nero per la seconda, nel lettone che m’invitano a sedermi sulla poltrona di fronte al letto, vogliono che le guardi fare l’amore, sanno che noi maschietti andiamo in brodo di giuggiole nel vedere scene lesbiche. Questo sarebbe il primo regalo, poi dopo arriverà altro ancora….

Mi metto comodo togliendomi la giacca e tutto il resto rimanendo in boxer e mi godo questo spettacolo, circa un’ora di dolce e sensuale sesso lesbico con un sottofondo di musica Flamenco Chillout. E’ affascinante vedere come usano la bocca, le mani, le dita, la lingua, i loro sessi che si sfregano uno contro l’altro per portarle piano piano ad un orgasmo liberatorio, affascinante davvero, rimango rapito come un bambino la prima volta al luna park, penso che questo spettacolo vissuto in prima persona a pochi metri di distanza, lo porterò con me per tutta la vita. Descrivere tutto quello che ho visto in questi interminabili minuti non è facile, l’unica cosa certa è che è stato davvero emozionante ed eccitante.

M’invitano poi a riscuotere l’altro regalo, mi fanno accomodare in mezzo a loro, le abbraccio e mi sento già così l’uomo più felice sulla terra, so che può sembrare stupido ma questa scena l’ho immaginata tante volte ma mai ero riuscito a metterla in pratica. Mi voglio godere questo momento con calma, desidero che questa notte non passi più.

Ho 4 mani sul corpo che mi massaggiano con dell’olio profumato al mandarino che Katia si è procurata, i boxer sono ancora infilati e lentamente le loro mani s’infilano sotto, me li siflano e il massaggio continua lento e sensuale, come piace a me, non amo le mani pesanti.

Con Katia ai miei piedi e Jenny dietro la testa posso ammirare i seni quando i due corpi si allungano fino al mio sesso, al loro incontro si baciano, intrecciano le lingue e ritornano alla base per poi iniziare ancora. E’ una sensazione indescrivibile avere 4 mani addosso e due corpi nudi di donna sopra il mio.

Katia poi avanza, si siede vicino al mio sesso, lo tiene davanti al proprio e me lo accarezza massaggiandolo con l’olio, lentamente su e giù, mentre Jenny avanza e sedendosi sopra la mia bocca, mi offre il suo sesso da leccare e scrutare, quasi non respiro, penso che se dovessi scegliere, sarebbe la morte più bella. Con la lingua che fruga nel suo sesso, assaporando i suoi umori bagnati, alzo le braccia alla cieca, le mani riescono a prenderle i seni che palpo con dolcezza, sento il suo respiro affannoso e dal movimento che ha il suo bacino su di me capisco che le piace quando affondo la lingua dentro.

Improvvisamente e lentamente sento Katia che mi fa entrare, scivolando sul mio sesso turgido, la cavalcata è lenta, molto lenta, dentro, fuori, poi viene il turno di Jenny che se ne impadronisce con la bocca, movimenti lenti, affondi di bocca e di mano mi mandano al settimo cielo, mentre vedo Katia leccarla in mezzo alle cosce. Mentre poi Jenny mi sale sopra e si prende quanto le spetta, cavalcandomi con ritmo più sostenuto, Katia si siede sopra il mio viso, mi sussurra di leccarla, più a fondo che posso, sento i suoi gemiti, mentre cerco di resistere più che posso perchè questo momento diventi il più lungo possibile e poterlo mettere in pausa come si fa con il telecomando quando si guarda un film, il nostro Film.

SPECCHIO RIFLESSO

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Ho il bagno di casa con una grande finestra, una decina di giorni fa, alla sera dopo aver fatto la doccia, mentre ero nudo davanti allo specchio nel sistemarmi la barba, mi sentivo osservato, guardo nel riflesso e vedo una dolce donzella che sta innaffiando i vasi del suo balcone bevendo qualcosa in una tazza, che mi spia il lato B. Quello è un appartamento che è stato vuoto per parecchio tempo, non sapevo che l’avessero venduto. Essendo sia io che lei allo stesso piano, non è difficile per lei, guardarmi in bagno, mentre per le altre finestre della casa sono riparato da sguardi indiscreti.

La cosa si ripete sistematicamente tutte le sere, penso ormai che li abbia affogati quei poveri fiori e io che amo girare nudo per casa, sinceramente, non mi faccio problemi, anzi…

Anzi, mi sono dato da fare, e ho scoperto che sono già una ventina di giorni che la dolce donzella abita in quella casa. Sembra che viva sola con un cane, un meraviglioso Cirneco dell’Etna, del cane c’è la certezza perchè l’ho vista portarlo fuori.

Visto l’andiamo, la sera cerco sempre di farmi la doccia alla stessa ora, così da incontrare il suo riflesso spione e vedo che tutti e due ci abbiamo preso gusto, ovviamente davanti allo specchio mi vede anche il lato A e io glielo lascio spiare. Il fatto è che mi spia proprio di gusto mentre giro nudo per il bagno per lavarmi e sistemarmi, è davvero spudorata, sento anche la sua musica, sempre quella mentre è sul balcone, “Noite e Luar di Patrizia Laquidara, poi origliando capisco che le piace tanto Patrizia, ha tantissime altre sue canzoni che girano.

Alcune sere dopo voglio provare a rendere questi incontri un attimo più coinvolgenti, pertanto mi porto in bagno un block notes formato A4 ed un pennarello nero, preparo la scritta in stampatello a caratteri cubitali così che possa leggerlo da lontano:

“HO VISTO CHE MI GUARDI…..”

appena la scena si ripete, ossia dell’innaffiatoio che eroga litri e litri di acqua sopra quei poveri fiori e lei che mi spia, la guardo e le faccio leggere dalla finestra il foglio, allunga lo sguardo corruga la fronte e dopo aver letto, sorridendo, si ritrae quasi timidamente in casa, almeno così sembrerebbe.

Infatti torna poi fuori dopo qualche minuto anche lei con dei fogli bianchi, ne prende uno facendomi cenno con la mano di aspettare che scriva:

“SCUSA SE GUARDO, MA E’ DIFFICILE NON FARLO”

Sorrido, mi gongolo e ne scrivo un altro:

“GRAZIE, MI CHIAMO LUCA, TU?”

la spiona scrive:

“SCUSA SE CONTINUO A GUARDARE, MI CHIAMO MONICA”

Luca scrive:

“FAI PURE, NON STAI DANDO TROPPA ACQUA A QUEI FIORI?”

La spiona:

“IL NECESSARIO PER POTERTI GUARDARE”

Luca intraprendente:

“APERITIVO?!?”

Spiona spudorata:

“DECISAMENTE SI, PASSI DA ME DOPO CHE HAI FINITO IN BAGNO?!?”

Luca soddisfatto:

“CERTO, TRA MEZZORA SONO DA TE”

Mi presento quindi alla sua porta, quando mi apre, mi abbraccia e ci baciamo sulle guance, presentandoci come si deve e soprattutto senza i fogli da scrivere.

Non c’è imbarazzo tra di noi, la musica in sottofondo che esce dal suo vecchio stereo e diverse candele creano un’atmosfera calda e sensuale, mentre mi accompagna per mano sulla loggia per sorseggiare un ottimo cocktail all’arancia. Mi confida che è la prima volta che spia un uomo, è stato più forte di lei, ma la ho colpita. E’ molto diretta, non fa giri di parole e sa quello che vuole. Ci conosciamo un po’ di più, parliamo dei nostri cani che tutti e due abbiamo salvato dai rispettivi canili.

Monica ha i capelli lunghi biondi, circa trentacinque anni, un bel fisico, visto che si mette sempre pantaloncini e maglietta attillati e tanta allegria, con quelle scarpe da ginnastica Nike sempre colorate e questa è davvero l’occasione giusta per conoscere un po’ meglio questa mia piacevole stolker.

Lavora per una ditta di corrieri della zona ed è particolarmente spigliata e non sempre è facile starle dietro nei discorsi, ha una velocità nel parlare da formula1, la prendo in giro fermandola e dicendole di prendere fiato che non c’è fretta. La prende bene, non si offende, anzi, si mette a ridere e mi guarda con occhi languidi per poi esordire, cambiando argomento, chiedendomi se sapevo dov’era la chiave dei contatori del gas, vorrebbe fare la lettura. Ormai fuori è buio, la chiave la tengo in cantina, scendiamo insieme in ascensore e gliela consegno, raccomandandomi che non sparisca che abbiamo solo quella.

Riprendiamo l’ascensore, a metà corsa Monica schiaccia lo STOP, la guardo e ho in men che non si dica la sua lingua calda in bocca, frastornato, reagisco, sto al suo gioco, ci alterniamo nello stare uno contro l’altro alle pareti dell’ascensore, le sue mani che scendono sul sedere, mi guarda soddisfatta sussurrandomi “Finalmente”. La lascio fare e dopo alcuni secondi sbloccando lo STOP torniamo nel suo appartamento, mi apre la camicia con forza, le sfilo la maglietta, la temperatura è alle stelle, mi slaccia la cintura dei pantaloni, mi toglie le scarpe con forza, poi via i pantaloni, s’inginocchia davanti a me e con avidità me lo prende in bocca, è accogliente, è calda, è bagnata, me lo agita sempre più con la sua mano, mentre le tengo la testa con le mani dandole il ritmo che preferisco.

Ormai non ci sono più freni, la stacco dal mio sesso eccitato e la butto sul divano, mi guarda sorridente e soddisfatta che la tratti così, m’inginocchio, le sfilo i pantaloncini e scostandole il perizoma le allargo le cosce immergendomi nel suo sesso bagnato e bollente. Ansimando e agitandosi mi stacca e alzandosi mi dice di prenderla, inizia a correre verso la camera, la inseguo e arrivati sul lettone, possiamo comodamente continuare a darci piacere entrambi con la bocca, per poi passare ai fatti e finire sotto le lenzuola e farlo fino allo sfinimento.

Stremati ma sazi di noi, la guardo mentre il suo corpo ancora ha delle contrazioni, il suo respiro è ancora affannoso, la bacio dolcemente sul seno lasciandole rivoli di saliva che Monica sfiora con le dite mettendosele in bocca. Mi abbraccia, rimaniamo così per minuti, mi dice che è stata bene con me, anche se non avevo segreti per lei di come ero fatto sotto ai vestiti…….

Mi fa poi notare da come sia rimasta piacevolmente colpita da come faccio l’amore, non ha mai trovato fin’ora una sensibilità come la mia in nessun altro uomo, lo spiega come un mio desiderio di offrire più piacere possibile, lo ha chiamato amore altruista, cioè che penso prima a lei che a me stesso.

Poi mi fissa con gli occhi felini e mi fa capire che vuole approfittare ancora di me…